venerdì 22 marzo 2013

Musica e bambini a Bologna

Pubblicato da Bologna per i bambini a 17:07


La propensione di mia figlia nei confronti della musica è sempre stata abbastanza palese.
O, per meglio dire, la propensione dei bambini in generale nei confronti della musica mi è sempre parsa abbastanza palese.
Spesso mi chiedo se dovrei cercare di assecondare tale propensione affidandomi all'aiuto di professionisti, ma altrettanto spesso mi dico che gli stimoli che la vita di tutti i giorni offre ai bambini sono più che sufficienti - basta non chiudere la porta di casa nostra alla musica (cosa che tra l’altro non ci sogneremmo mai di fare).

Quando ho fatto un po’ di ricerche sui corsi di musica che Bologna offre ai bambini, anche piccolissimi, i principali risultati in cui mi sono imbattuta sono stati:

Music together: associazione presente in varie città italiane, a Bologna offre corsi sia in centro che in provincia (San Lazzaro, Zola Predosa, Minerbio, Medicina, Ozzano…). Si basa su un metodo il cui obiettivo è aiutare i genitori a fare musica con i propri figli.

Madamadorè: associazione musicale di Calderino (Monte San Pietro), propone diverse attività di avvicinamento alla musica (anche a partire dai sei mesi di età) e corsi per i bambini più grandi (chitarra, percussioni, batteria).

Incontri musicali 'InCanto': presso la Salaborsa Ragazzi, incontri per bimbi dai 2 agli 11 mesi volti a favorire la comunicazione genitore-bambino tramite la musica e a sviluppare l’intelligenza musicale.

I giovedì da cantare e da suonare: presso la Salaborsa Ragazzi, incontri di gioco musicale per bambini da 0 a 3 anni.

Vietato ai Maggiori: presso la Biblioteca di Casalecchio di Reno, un percorso per sviluppare la musicalità nei bambini seguendo le indicazioni del progetto Nati per la musica.

Avendo un budget più che limitato e, come accennavo prima, anche diversi dubbi, ho occasionalmente partecipato a degli incontri in biblioteca. Incontri che mi hanno lasciata molto soddisfatta e a cui mi sembra che mia figlia abbia partecipato più che volentieri.  
Poi, però, sull’ultimo numero di Uppa ho letto un articolo di Marta Abatematteo (la quale ha guidato alcune delle attività sia presso la Salaborsa che a Casalecchio) e mi sono accorta di aver sbagliato tutto. Di aver avuto un atteggiamento completamento sbagliato. Di aver vestito troppo i panni del genitore, di avere forse anche limitato l'espressività di mia figlia. E, in un certo senso, purtroppo di non essermi completamente affidata alla professionalità della persona che teneva il laboratorio.
Ciò che mi ha consolato, però, è che, secondo l’articolo, questi atteggiamenti sono abbastanza comuni.

“I percorsi sonori servono ai genitori non solo per dare nuovi stimoli al loro bambino, ma per lasciarsi andare e vivere attraverso la musica, nel modo più naturale possibile, la propria dimensione e rendersi conto di come il proprio bambino viva il suo rapporto con gli altri, col mondo esterno.”

Insomma, questo articolo è stato sotto certi aspetti illuminante ed è con una nuova consapevolezza che mi accingo a partecipare al nuovo incontro.
Se volete consultarlo online, basta andare qui e selezionare la sezione “Nati per la musica”.
E, per inciso, se per sbaglio non siete abbonati ad Uppa vi consiglio caldamente di farlo quanto prima, garantisco per esperienza personale che la lettura di questa rivista non potrà fare altro che giovare a voi e ai vostri bambini.




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